Come regolare i flussometri in un impianto di riscaldamento a pavimento

Gli impianti basati sulla tecnologia a pannelli radianti a pavimento di solito offrono ottime prestazioni dal punto di vista dell’omogeneità del calore in tutta la casa, ma ci possono essere problemi legati alla calibrazione.

La loro configurazione è pensata per distribuire in maniera uniforme il calore lungo tutta la superficie del pavimento, senza i fenomeni convettivi che siano invece con i radiatori e ovviamente con i ventilconvettori, ma la serpentina deve ricevere il giusto flusso per avere buone prestazioni.

Con l’aiuto dei tecnici di idraulicobolognaeprovincia.it, che ci hanno fornito importanti informazioni a livello idraulico, abbiamo scritto questo articolo approfondito su come regolare i flussometri in un impianto di riscaldamento a pavimento.

Progettare in maniera corretta l’impianto radiante

Per avere un buon risultato, ovverosia calore uniforme in tutti gli ambienti, è importante che il flusso di fluido vettore presente in ognuno degli anelli sia calibrato in maniera ottimale. In questo modo ci sarà un trasferimento energetico ottimizzato verso il massetto e ogni singolo ambiente potrà godere delle caratteristiche desiderate.

Negli impianti a pavimento devono essere tenuti in considerazione non soltanto parametri come la portata e la perdita di carico relativa al collettore, ma anche quella per ogni singolo ramo del circuito e i valori di distribuzione che servono per effettuare un bilanciamento ottimizzato.

Lo strumento che viene utilizzato per regolare la portata dei singoli rami dei circuiti termici è rappresentato dai collettori, che vengono progettati specificatamente per questa tipologia di installazione destinata a riscaldare le stanze attraverso il pavimento.

Come sono implementati gli impianti

Vengono installati flussometri di regolazione sul collettore di mandata, sostituendo il tradizionale sistema di regolazione a vite. Il vantaggio è che si tratta di dispositivi dedicati e a scala graduata che riportano in maniera piuttosto accurata il flusso, espresso in litri al minuto, che sarà presente all’interno dell’anello di riscaldamento.

La portata viene calibrata tramite un’apposita manopola che si trova nel flussometro ed è facile leggere il valore desiderato, sia nelle versioni digitali che in quelle a lancetta. Nella maggior parte dei modelli di convettore i flussometri e le valvole che vengono impiegate per la regolazione della portata sono integrati.

All’interno di questo apparecchio si trova un otturatore conico con il quale si può stabilire il valore per i singoli rami del circuito e solitamente questo si trova in un range compreso tra 1 e 5 l/min.

L’operazione di taratura e calibrazione è quindi molto rapida e semplificata, perché consente di raggiungere un regime molto preciso senza dover far riferimento a complessi grafici tecnici.

Fatta la calibrazione è opportuno utilizzare il coperchio antimanomissione per bloccare la valvola e per evitare che ci possano essere problemi dovuti a interventi impropri. Chiudendo completamente il rubinetto, il ramo del circuito termico viene escluso immediatamente, utile in caso di emergenza. Di soito il coperchio è anche la chiave di regolazione.

Come si regolano impianti senza scheda di progetto

Purtroppo non tutti gli impianti sono realizzati a regola d’arte, questo significa che il loro bilanciamento non è ottimale e la conseguenza è che alcuni locali hanno discrepanze di temperatura, anche considerevole. Queste possono essere difficili da correggere nel caso in cui non si abbia a disposizione il progetto originario, dove di regola sono segnalate le portate stimate.

La soluzione in questi casi è un po’ macchinosa, perché si può procedere con un sistema empirico. Infatti c’è una regola di massima che dice che tra mandata e ritorno è necessario che il gradino di temperatura sia compreso tra 5°C e 8°C.

Se ci sono o meno di 5°C di differenza la portata è sicuramente troppo alta e bisogna abbassarla, in modo tale che gli anelli del circuito meno serviti possano livellarsi come range di temperatura.

Se invece si superano gli 8°C di discrepanza, con tutta probabilità la portanza è meno di quella necessaria per garantire il flusso corretto e quindi bisogna alzarla andando per piccoli gradini per non andare oltre la soglia dei 5°C.

Gli impianti termici però sono fortemente inerziali e non è possibile ottenere un risultato ottimale in tempi brevissimi, perché possono essere necessarie più prove e attese intermedie prima di poter considerare completamente tarato l’impianto.

Le verifiche possono essere fatte con termometro a contatto, oppure ad anello, possibilmente digitali, perché aiutano a leggere meglio le variazioni nel tempo del risultato della calibrazione.

In generale l’operazione deve essere effettuata esclusivamente da esperti perché, anche se non ci sono rischi di rotture, le stanze possono diventare troppo calde se il flusso è eccessivo.

Autore dell'articolo: Francesca Gori