Container abitativi: la legge italiana è chiara e non dà adito a interpretazioni

Esistono moltissimi esempi di container domestici realizzati da grandi architetti, che hanno dimostrato come si possa ottenere una soluzione abitativa funzionale, esteticamente bella e anche confortevole.

I passi per installare o trasformare un container in un container abitativo sono molteplici e a volte molto articolati poiché occorre rispettare le normative di legge e le regole architettoniche di base.

La domanda che sorge spontanea è se quello che viene realizzato nel resto del mondo è altrettanto valido nel nostro paese. Attenzione, perché la legge italiana è molto rigida e si rischia facilmente di incorrere nell’abuso edilizio, non è pensabile di potersi costruire da soli il proprio container ad uso abitativo, senza ricorrere ad una progettazione e senza la consapevolezza delle leggi relative a questo tipo di struttura. 

Container abitativi – realizzazione in termini di legge

Chi avesse intenzione di costruire o installare un container abitativo deve sapere che la legge italiana è molto stringente al riguardo e prevede, rispetto ad altri paesi della stessa Unione Europea, una procedura e delle regole ben precise. In primo luogo è necessario richiedere il permesso di costruire e, in seguito, serve una denuncia di inizio attività (DIA), da presentare al comune di riferimento.   Non dimentichiamo mai che ogni comune è soggetto a delle direttive specifiche per la protezione ambientale (Il Tar a tal proposito recita: i manufatti non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze stabili nel tempo vanno considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la potenziale rimovibilità della struttura e l’assenza di opere murarie).

Un particolare aspetto della realizzazione di un appartamento all’interno di un container riguarda le dimensioni di quest’ultimo. La normativa italiana in fatto di abitabilità, infatti, prevede delle dimensioni ben precise che permettono a un locale di poter essere definito o meno abitabile.

In particolare, si definisce l’area minima che deve essere prevista per la realizzazione di camere in base al numero di persone che vi possono abitare. Ancora, è necessario poter disporre di superfici di areazione e illuminazione che siano direttamente comunicanti con l’esterno dell’appartamento. Bisogna, inoltre, tener conto delle dimensioni, i limiti stabiliti dalla legge italiana si attestano su un’altezza di 2,68 metri mentre un container standard misura 2,36 metri di altezza x 2,30 m di larghezza, quindi è necessario servirsi di cosiddetti containers High Cube.

Considerando che le fondamenta di un’abitazione per la legge italiana sono sempre necessarie, sono comunque molto più semplici da realizzare rispetto a quelle di un edificio tradizionale con un notevole risparmio sui costi di realizzazione.

Container abitativi: l’estensione

Un altro parametro da tenere in considerazione è l’estensione superficiale del container. Essi possono essere utilizzati singoli ed indipendenti come per una casa modulare o associati per creare spazi differenti come zone giorno e zone notte distinte tra di loro. Molte dimore realizzate con i container prevedono l’impiego di elementi affiancati e comunicanti ove realizzare attraverso l’affiancamento di moduli diversi una zona di studio-lavoro, un ambiente specifico per i bambini o costruire.

Container abitativo: su un terreno agricolo si può?

È sempre obbligatorio costruire su un terreno edificabile, non si possono posizionare container abitativi su terreni con altra destinazione d’uso. Se si ritiene di poter installare un container abitativo su un terreno agricolo che si ha a disposizione, purtroppo si deve accettare il fatto che si tratta di un’idea non realizzabile. Si può infatti per legge posizionare un container ad uso deposito per gli attrezzi o per altri usi tenendo conto del principio sancito per legge della precarietà ma non potrà mai essere convertito in abitazione.

Autore dell'articolo: Francesca Gori