Il taglio rinforza i capelli? Una delle convinzioni più radicate

Intorno al benessere dei capelli ruotano diversi miti difficilmente sradicabili. Spesso la logica non ha alcun potere sulle credenze popolari, che sono rassicuranti perché ci mantengono legati al nostro passato e alle nostre origini. Una volta tramandate con il passaparola e oggi sul web, hanno assunto una credibilità quasi indiscutibile. 

In campo dermatologico una delle convinzioni più radicate è che tagliare i peli con un rasoio li fa ricrescere più spessi e più robusti di prima. Si tratta in realtà di un effetto ottico, poiché i peli che in fase di crescita sembrano più larghi e più scuri, in realtà si notano di più solo perché sono più corti.

Con il taglio i peli della barba di rinforzano

Quello che vale per i capelli vale anche per la barba. Il pelo che noi vediamo è costituito solo da cellule di cheratina (che non è una materia viva), quindi tagliando o radendo non si innesca alcuna stimolazione che attivi l’attività proliferativa del bulbo pilifero, né tantomeno che ne aumenti il numero.

Con il taglio i capelli crescono più rapidamente?

Il taglio ci conferisce un aspetto più ordinato, vi si ricorre sovente per eliminare le doppie punte (spuntatine ricorrenti), ma non ha alcun effetto sull’aumento della velocità della ricrescita, data l’impossibilità di agire sul bulbo pilifero, ma solo sul fusto. Tagliare i capelli comporta solamente un mutamento estetico. 

Per intervenire su eventuali anomalie del cuoio capelluto (fragilità, assottigliamento del fusto, alopecia), è fondamentale studiare il ciclo follicolare. Squilibri ormonali, alterazioni metaboliche, stress, alimentazione, possono influire sul normale ciclo di crescita del capello, comportandone l’indebolimento e quindi la necessità di doverli irrobustire

Le caratteristiche del ciclo follicolare

Il ciclo follicolare rappresenta la vita di un follicolo pilifero che inizia già durante la gravidanza. Il termine ciclo indica che il processo è continuo. Ci sono infatti principalmente tre fasi che, nella maggior parte dei casi, si susseguono in modo continuo, perché la caduta di un capello corrisponde alla crescita di un altro capello. 

Il ciclo follicolare è costituito da:

  • Fase ANAGEN – corrisponde alla fase di crescita del capello. Intervengono variazioni a livello cellulare (aumenta la riproduzione). Il follicolo è in piena attività proliferativa. Il capello cresce di 0,35 mm al giorno. La fase Anagen dell’uomo ha una durata diversa rispetto a quella della donna e questo si riflette nella lunghezza massima dei capelli nei due sessi. Nell’uomo dura dai 2 ai 4 anni e nella donna dai 3 ai 7 anni.
  • Fase CATAGEN – vi è un graduale arresto delle attività cellulari, il capello arresta la sua crescita. E’ una fase breve, dura al massimo 2-3 settimane
  • Fase TELOGEN – è una fase di apparente riposo riproduttivo. Il follicolo viene inattivato. Il capello, ancora debolmente ancorato al follicolo tenderà a venire sostituito dal nuovo capello nascente. Questa fase dura circa 3 mesi e coinvolge circa il 10% dei capelli di una capigliatura.

In base a quanto detto finora, possiamo concludere che l’accrescimento del pelo è un processo che avviene dall’interno. In un capello adulto, quindi, le cellule più vecchie sono quelle presenti nell’apice. Questo spiega perché tagliare i capelli corti non li può rinforzare, in quanto ciò che viene eliminato è una parte del fusto formata da cellule non più vitali. L’unico vantaggio che si può avere dal taglio è un miglioramento dell’aspetto della capigliatura, in quanto si elimina la parte più rovinata.

Non è un caso che il tema dei capelli come simbolo di forza e di potere sia trasversale in molte culture ed in tutte le epoche. La capigliatura, investita di tali importanti significati continua a condizionare l’immagine del sé. La perdita dei capelli o la rinuncia consapevole (tagliarli), comporterà, in ognuno di noi, implicazioni di non poco valore.

Autore dell'articolo: Francesca Gori